Allevatori di bufale in piazza
Ieri (giovedì 19 giugno) sono scesi in piazza gli allevatori di bufale di Marcianise, per protestare contro il sequestro del loro latte alla diossina che li ha ridotti sul lastrico. Hanno piazzato i loro trattori con tanto di bidoni pieni di latte a rimorchio per chiedere che quanto prodotto venga distrutto e che sia dato loro un risarcimento danni per sostenere le spese degli allevamenti.
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forza mario si o meglj....
Condivido in pieno la protesta di questi allevatori che si trovano ad affrontare un duro periodo di crisi per il loro settore. Ma d'altra parte penso che tra loro ce ne sono molti che si sono arricchiti cedendo, a volte costretti, altre volte pienamente consenzienti, pezzi dei loro terreni alla camorra per smaltirvi i rifiuti tossici. E allora non riesco a capire l'ipocrisia di queste persone e il danno che consapevolmente hanno fatto(e continuano a fare) a loro stessi, ai loro colleghi e non solo.
La colpa dello scempio che ci troviamo a vivere è anche nostra,della mentalità ottusa che contraddistingue gran parte della gente delle nostre zone, di quelli che hanno sempre saputo e mai hanno aperto bocca.
Io sono un ragazzo di Santa Maria a Vico e qui è un fatto di dominio pubblico che ad esempio, a San Felice a Cancello le cave siano state riempite con ogni rifiuto possibile ed immaginabile e che la gente ci abbia costruito le case sopra. E poi ci veniamo a lamentare dell'aumento dei tumori?
Ripeto, parte della colpa è anche nostra. Sono consapevole che le condizioni in cui ci troviamo a vivere sono disastrose, in preda ad uno Stato che non ci aiuta e anzi, continua a riempirci di mostri di ogni genere e al vero morbo del nostro territorio che è la camorra.
Però voglio fare un appello a quella fetta di brava gente che è vittima di tutti questi meccanismi; vorrei che queste persone fossero più vive, che facessero sentire di più la propria voce. Non è possibile che per la manifestazione contro Lo Uttaro2 in un territorio che interessa molto più di 100.000 abitanti, se ne siano presentati solo 1000 (faccio un mea culpa perchè sarei dovuto venire e per un brutto imprevisto non ho potuto). Quindi mi auguro che ci sia una presa di coscienza generale e che possiamo finalmente essere noi a costruire il nostro futuro e a decidere delle nostre vite.
Chiedo scusa per questo sfogo estemporaneo dai contenuti un po' confusi. Un saluto
La Campania è stata fatta oggetto per troppi anni di una pratica che chiamare sfruttamento è poco, e non rende l'idea di cosa sia successo.
Si può parlare di sfruttamento di un territorio quando questo viene caricato oltre ciò che la natura consentirebbe in materia di piantagioni, di raccolti agricoli, o ancora di insediamenti di tipo industriale, o di realizzazioni urbane, di autostrade e infrastrutture non ritenute idonee o conciliabili con determinate parti del terrirorio. Ma qui siamo di fronte ad altro. Qui siamo di fronte ad una violenza, paragonabile ad uno stupro che il territorio campano ha subito per anni.
Quello che dice queto gentile lettore è vero. Non si può nascondere il fatto che vi siano stati nel corso degli anni agricoltori, contadini, o proprietari di terra, che hanno ceduto le loro miniere di fertilità per gettarvi dentro veleno, putrido mortale veleno.
Dire se anche alcuni degli allevatori di bufale siano tra questi è difficile.
Quello cui assistiamo, anche dalla testimonianza di questo video, è una guerra civile chimico batteriologica che colpisce ampi strati della popolazione. Le armi di distruzione di massa ci sono. Spesso sono fuoriuscite da quelle fabbriche del nord dove ogni tanto uno o più operai muoiono per micidiali esalazioni, e sono stati poi fatti mangiare da una terra che era nata benedetta per gli uomini grazie al regalo delle fonti vulcaniche che l'avevano resa la più meravigliosa tra le terre.
Le colpe sono fantasmi difficili da cogliere molto spesso, ma ciò che è peggio è che altre volte i nomi, i cognomi, le cariche che ricoprono e gli indirizzi delle loro abitazioni sono chiari e precisi, ma che lo stesso questi restano impuniti. E' questo quello che ci fa più paura. Che tutto ciò possa continuare, senza che nessuno intervenga a fermarlo.
giulio finotti