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Condivido pienamente tutte le argomentazioni di questo post, soprattutto lo sdegno con cui si prende atto di un degrado, quello culturale, che sta alla base di ogni altro tipo di decadenza. Il problema della cultura finalizzata al mercato, quindi ben lungi dal passare in primis per la coscienza di ciascuno, è tuttavia/purtroppo non solo un problema della nostra zona. Se si mette a confronto il vincitore del premio Strega 2008 (niente di personale) con i passati letterati che vi hanno partecipato, considerando un terzo posto di Pasolini, per esempio, deduciamo facilmente quanto la letteratura venga valutata in base a quanti soldi può fare se trasformata in cinema o se capace di lanciare mode deficienti come quelle dei catenaccini di patetici innamorati senza fantasia.
Tutto questo, in piccolo, nella nostra città, pure avviene in maniera più sottile, com'è stato detto nel post, trasformando le immagini di incontri "laccati-in-cultura" in possibili scenette da don Camillo e Peppone.Una farsa.(Del resto è un pò una condanna che ci portiamo dietro nello stesso simbolo della reggia di Caserta, conosciuta solo per la facciata esterna,dentro toccata dal degrado per la scarsa manutenzione.)
In mezzo a questo panorama apocalittico in ogni caso mi sento di indicare uno spiraglio di luce. E'soprattutto negli ultimi sei-sette mesi che ho potuto notare una sorta di risveglio culturale che viene dal basso. Nato dai giovani e messo in piedi da loro,senza aiuto, appoggio politico o istituzionale: sono artisti,scrittori, fotografi, attori...che si danno da fare per fare in modo che questa facciata culturale riesca a penetrare e operare una trasformazione duratura. Venerdì 11 luglio Piero Grant e Aurelio Cicalese hanno presentato il loro primo film autoprodotto che vede Caserta come set principale della loro storia;qualche mese fa un collettivo di artisti che si fanno chiamare Khamsin Art ha esposto presso uno studio di architettura lavori fotografici, letterari,pittorici coinvolgendo una fetta non esigua di pubblico. Il problema non è che manca l'iniziativa, quello che serve è un pò di fiducia. Non si tratta di costruire da zero una coscienza culturale, ma aiutare quella che c'è ad emergere. Non ho mai creduto a quei professori che mettono 4 in pagella per "incoraggiare" ad una migliore resa.
Il potere dell'arte e della cultura è troppo forte per stare in silenzio...solo un pò di tempo ed esploderà comunque,se lo farà con le sue sole forze tanto meglio:allora non sarà debitore a nessuno.
Olga Campofreda