MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA' A PIETRO RUSSO

By giulio - Posted on 16 Maggio 2008


C'era il gonfalone del Comune di Santa Maria Capua Vetere, c'era il Sindaco Giudicianni, anche se ha detto solo poche parole. C'erano alti rappresentati delle forze dell'ordine, C'era Tano Grasso, c'erano gli amici di Libera. C'erano giornalisti, c'erano agenti in borghese, c'erano uomini di scorta e uomini e donne sotto scorta. C'era Sandro Ruotolo. C'era Silvana Fucito. C'era il Prefetto Ezio Monaco e il Questore Carmelo Casabona. C'erano dei ragazzi delle scuole. C'era l'assessore provinciale Enrico Milani, e l'assessore comunale di Caserta Adriana D'Amico. C'era il Vescovo di Capua.

 

Non c'era il Presidente della Provincia Alessandro de Franciscis che aveva manifestato solidarietà sulla stampa. Non c'era il gonfalone della Provincia. Non c'era il gonfalone del Comune di Caserta. Non c'erano i parlamentari della Provincia di Caserta fatta eccezione per Gennaro Coronella.

 

Il cortile della Hardflex è il cortile di una casa. Così la folla presente ricorda quella dei funerali del Sud. Tutti fuori a parlare. A ricordare, a chiedersi come va e come stanno i figli. Solo che qui ci sono decine di poliziotti, di carabinieri, di agenti in borghese.  Tutti gli accorsi saranno un centinaio. Un pugno di mosche in confronto alla gravità dei fatti accaduti. C'è Tano Grasso, una colonna nella lotta alle mafie, e c'è il Vescovo Bruno Schettino. Si forma un cerchio, si parla senza microfono. "Siamo pochissimi" urla Tano Grasso. Non c'è la gente di Santa Maria Capua Vetere. Guardi le facce e riconosci quasi tutti. Giornalisti, agenti in borghese, amici delle associazioni, qualche cane sciolto sempre presente quando può a manifestazioni di questo tipo.

 

Grasso dice che questo territorio deve essere messo al centro dell'attenzione per l'emergenza criminalità, e ammette "se quello che è accaduto qui fosse accaduto in Sicilia, vi sarebbe stata un'attenzione diversa da parte dei media".

 

La puzza acre dei resti di materassi e ferro dati alle fiamme sale, e quando ci si avvicina all'area delimitata dal nastro della polizia si fa insopportabile. Una ragazzina di un liceo classico legge una lettera chiara e precisa "il tentativo di far tacere una voce, il tentativo di farne tacere mille e far tacere tutte quelle voci che rivendicano giustizia, libertà, civiltà e pace non andrà mai a segno". Questa stessa sera usciva nei cinema Gomorra. Quando tutti vanno via e le porte della Hardflex di Pietro Russo, imprenditore coraggioso, presidente di un'associazione antiracket si chiudono, l'insegna luminosa resta accesa. Da domani si ricomincia. Tano Grasso e non solo hanno promesso vicinanza. Libera Caserta per voce del Presidente Valerio Taglione ha promesso l'acquisto dei primi due materassi che saranno prodotti non appena si ricomincerà a lavorare.

 

L'aria è pesante. E' successo qualcosa di molto grave. Lo sanno tutti. L'area del Tribunale è trincerata. A Castelvolturno hanno ammazzato un altro imprenditore che aveva denunciato i camorristi, Domenico Noviello. E' l'ultima vittima di un'escalation che ogni giorno vede alzare il livello di scontro.

 

Le insegne della Hardflex restano accese, e ti ricordi che tu dentro Gomorra ci vivi.

 

 

 

 

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