Don Luigi Merola racconta il cuore di Napoli

Nell’ambito delle manifestazioni per il 50° anniversario dell’ARCI promosse dal circolo “Oltre il muro”, si terrà a Capua a Palazzo Fazio venerdì 21 settembre alle 18,30, in collaborazione con la libreria Uthòpia e la Cooperativa Capuanova, la presentazione del libro “Forcella. Tra inclusione ed esclusione sociale” di don Luigi Merola. Con l’autore interverranno Renato Natale già sindaco di Casal Principe ed il giornalista Raffaele Sardo.
Delinquenti non si nasce, si diventa. Perchè si cresce in un certo quartiere; perchè si viene buttati fuori dalla scuola; perchè la vita insegna che solo con la violenza si può sopravvivere; perchè la strada fa incontrare amici e compagni, ma anche maestri di raggiro, cani sciolti e camorristi. Don Luigi Merola, che da quattro anni viveva sotto scorta, minacciato dalla camorra che voleva farlo fuori per le sue prediche “sovversive” è stato fino a qualche settimana fa parroco di Forcella, una delle zone più degradate di Napoli. La sua è una di quelle storie che iniziano già nel segno del destino. Racconta Don Luigi che fu assegnato dal cardinale Giordano alla parrocchia di Forcella «per punizione»: aveva aiutato una famiglia a uscire dall’usura senza chiedere «l’autorizzazione» al vescovo. Quindi, via, a educare le anime della Napoli più difficile. Alla prima messa, nell’ottobre del 2000, in Chiesa ci sono 3 persone. Ma Don Luigi sa farsi amare e conquista molti ragazzi: a Forcella si apre una ludoteca, una sala teatrale, un laboratorio di antichi mestieri. Il quartiere, insomma, torna a vivere nelle mani dei giovani che hanno trovato in Don Luigi un nuovo punto di riferimento. Ma alla camorra non piace questo prete che vuole togliere i ragazzi dalla strada, dallo spaccio, dal loro destino criminale. E neanche alla Chiesa va giù questo parroco ribelle, che rompe gli equilibri, che vuole «fare il poliziotto e l’assistente sociale», per usare le parole del cardinale Giordano. E qualche ora prima di celebrare il funerale di Annalisa Durante, la giovane ammazzata per caso durante un agguato proprio per le strade di Forcella, un fax arrivato dalla curia gli intima, invano, di non recitare l’omelia.
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