Partitocrazia vs Cittadini
Il Paese reale è sempre più distante da quello della politica dei partiti, o per meglio dire del bi-partitismo. Quello che vedi attorno a te, quello che vedo io, e che vedono moltissimi ragazzi come me, è difficoltà estrema nel trovare lavoro, e dunque nel poter progettare un fututo.
Trovare un lavoro soddisfacente prima dei 30 anni è praticamente utopia. Se una volta era utopia poter realizzare le idee delle rivoluzioni proletarie, oggi è utopistico sperare di poter arrivare a 30 anni con un lavoro stabile su cui contare. Dopo i trenta le cose non è che migliorano, semplicemente cambiano, si aggravano. L'età non più giovanissima rende ancora più difficile l'ingresso del mondo del lavoro, le prospettive di realizzare un futuro proprio diventano sempre più piccole in un orizzonte dai contorni indefiniti, e subentra talvolta rassegnazione, talvolta frustrazione anticamera di depressione.
La classe di centrodestra attualmente al potere non mi sembra sinceramente in grado di trovare soluzioni a queste condizioni, nel momento in cui si difende a spada tratta il lavoro precario che non è altro che la vittoria dei proprietari del lavoro su chi il lavoro lo presta.
E' la cancellazione di quasi ogni diritto del lavoratore.
La classe politica di centrosinistra del resto, non c'è più.
Il Paese è molto cambiato in questi ultimi 15 anni. I telegiornali asserviti al potere hanno fatto il loro dovere. La paura dello straniero è stata utilizzata come martelletto quotidiano per infondere timore, un'idea di centrosinistra frammentato, spezzettato, instabile si è fatta sempre più largo nell'opinione pubblica, anche e soprattutto dello stesso elettorato di centrosinistra. Certo in molti casi era proprio così: la classe politica di centrosinistra era frammentata, disordinata, spezzettata e non in grado di trovare accordo. Ma le televisioni hanno portato a compimento il loro certosino lavoro di smantellamento di quel poco di unità che c'era nel centrosinistra e di quel poco di fiducia che lo stesso elettorato ancora nutriva nei confronti di quella classe dirigente.
Lo scenario attuale è molto molto preoccupante. Da una parte c'è il solito Silvio Berlusconi, redivivo capo di una forte maggioranza, che nonostante tutto è riuscito ad amalgamare in un tutto le varie correnti presenti a destra, accontentando tutti (un pò di federalismo a Bossi, un pò di leggi razziste a Fini..), purchè tutti siano pronti a serrare le fila nel momento opportuno per dimostrare fedeltà a chi li ha portati in Parlamento (ovvero Silvio e solo lui), votando senza discutere le leggi sulla giustizia che, vuoi o non vuoi, guarda un pò, interessano sempre anche il capo del governo e qualche processo in cui egli è implicato.
Dall'altra parte, abbiamo un Veltroni stucchevole nel tentativo di dimostrare ad ogni occasione il suo stile english da vero capo di una coalizione democratica di un paese europeo. La ricerca di tanta moderazione da parte di Walter stride rumorosamente con i bisogni e le esigenze di quella parte del Paese che non si riconosce nelle scelte dell'ennesimo governo Berlusconi, in sella ormai da almeno 10 anni, ma sempre pronto ad accusare che la situazione è disastrosa per colpa di quelli che hanno governato prima di lui. Ovvero sempre lui e i suoi alleati.
La fermezza volutamente messa in mostra da Veltroni poi in occasione della manifestazione di piazza di Di Pietro è ancora più disarmante. Sembra si stia facendo di tutto per non intaccare regole di bon-ton dopo che per 15 anni si è stati su un ring dove le mazzate e gli insulti sono volati da tutte le parti.
Le frasi di Grillo, della Guzzanti e di chiunque altro possono essere considerate offensive, ma proseguire lungo la strada che anche Veltroni ha accettato di percorrere, ovvero quella del "o si sta con quei cafoni o con noi che siamo persone civili" significa esattamente fare il gioco di un sistema mediatico di cui il centrodestra ha fortemente tratto vantaggi e benefici negli ultimi 10 anni, un sistema mediatico che grida allo scandalo, che prende due parole e ci costruisce castelli di polemiche. Bisognava vedere i perchè della manifestazione, i perchè della protesta, ciò che si è detto apparte certe stronzate. Invece, come sempre, si gioca al gioco al massacro. Si prende il peggio, un esagerazione, una parola di troppo, un gesto fuori luogo, e lo si amplifica marchiando a fuoco col marchio dell'eresia qualsiasi cosa successa in quel contesto.
Cosa vuole fare Veltroni con la manifestazione di Ottobre? Ce lo spieghi. Indetta per protestare contro le leggi che in questi giorni saranno approvate, che senso ha? Quello che vuole fare, leggendo tra le righe di ciò che ha detto a Matrix, è dimostrare di avere una base, un seguito, un peso politico, e così poter provare a chiedere qualche mediazione, qualche concessione, qualche sconto, a Berlusconi in Parlamento, dato che questi ha una maggioranza talmente forte da poter cambiare la Costituzione tutta intera.
In questi anni il Paese è molto cambiato. Rispetto ad anni fa vedo che molti di quelli che prima si scandalizzavano, si sdegnavano per certe scelte, per certe cose dette, oggi le viveno con indifferenza. Le opposizioni a Berlusconi e alle sue leggi-personali si sono ammorbidite fino a squagliarsi. La sinistra s'è sciolta per non aver saputo dare al Paese ciò che il Paese aspettava con ansia e con necessità, il centrosinistra è intrappolato nel gioco di volersi rappresentare come forza matura e moderna in grado di governare il Paese, ma senza altri alleati in queste condizioni rimarrà all'opposizione per altri 10 anni almeno, e in questo senso la delegittimazione proveniente dal Pd nei confronti di Di Pietro non fa ben sperare quella parte di elettorato. Del resto anche il centrodestra s'è sciolto in questi anni. S'è sciolto nel potere di un uomo solo, un uomo talmente potente da aver imposto alla fine la sua volontà. Tutti gli amici sono stati ripagati, tutti i fedeli servitori ricompensati con posti in Parlamento o nelle sue aziende.
Mentre si consumava questo gioco, al massacro sono andare le famiglie italiane. Tutti i dati parlano ormai di una situazione allarmante. Gli stipendi non bastano. Il mercato del lavoro assomiglia sempre più al mercato degli schiavi, e intanto benzina, generi alimentari e bollette di gas, luce e acqua schizzano sempre più su.
Speriamo che prima o poi lassù (in Parlamento) si sveglino. O che qualcuno gli dia la sveglia.
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