Immigrati, sit-in in piazza Prefettura: «Basta soprusi»
Stanno tornado da Rosarno a Castel Volturno, e questa volta non hanno intenzione di subire ancora i soprusi e lo sfruttamento. Non hanno più voglia di lavorare in nero, senza diritti, con paghe da fame, costretti a vivere in baracche fatiscenti. Così i migranti di Rosarno e quelli di Castel Volturno, che idealmente rappresentano ormai l'immagine dello schiavo contemporaneo, hanno indetto per questa mattina una manifestazione, in cui chiederanno che siano rispettati i loro diritti, per chiedere di essere trattati come persone. L'appuntamento è per la mattinata di oggi in piazza Vanvitelli, di fronte Prefettura e Questura. L'orario ufficiale di inizio dell'assemblea è per le 8.30, anche se gli organizzatori hanno fatto sapere che il presidio comincerà dalle 6 del mattino. L'iniziativa di oggi è nata durante un'assemblea nel centro sociale Ex Canapificio sabato scorso, quando diverse centinaia di immigrati si sono incontrati per discutere di quello che sta accadendo nelle ultime settimane. «Li chiamano stagionali», specificano gli organizzatori della manifestazione, nel centro sociale di viale Ellittico, recentemente messo in discussione per un progetto della Regione Campania di farne un centro polifunzionale per lavoratori immigrati, «ma in realtà molte di queste persone si spostano per lavorare, ma sono in Italia da anni». È noto infatti ormai che, i ragazzi di Rosarno erano prima i ragazzi di Castel Volturno, e saranno domani quelli che lavoreranno le campagne di Foggia o quelle di Potenza, i campi di Pianura, le piantagioni di Cassibile o i frutteti dell'agro aversano. «Abbiamo indetto questa manifestazione per due ragioni - spiega Vincenzo Fiano, del centro sociale Ex-Canapificio - per solidarietà ai fatti di Rosarno, e per la situazione della Questura di Caserta, dove da un po' di tempo abbiamo dei problemi nel fissare gli appuntamenti per il rilascio dei permessi di soggiorno». «Ci sono ritardi da parte dell'ufficio immigrazione che non sappiamo a cosa siano dovuti, ma ci sono anche molte persone che non possono permettersi di stare senza documenti». Annunciata la presenza della parlamentare radicale Rita Bernardini. Adesioni anche dei Padri Sacramentini, del Vescovo emerito Nogaro, della Rete antirazzista di Napoli, dell'associazione dei Senegalesi.
pubblicato su Il Mattino del 19/01/2010
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