Una «Eclissi parziale» nel cielo degli immigrati
Un'ambulanza che corre nel cuore della notte tra palazzine anonime, la luce azzurra che entra per un attimo dalle finestre, il suono della sirena che segna il contrappunto ad un cantus firmus fatto di mormorii e urla, di ombre che come fantasmi animano una notte mai serena di contrattazioni, di corpi come merci, di schiavi, mercanti e diseredati che cercano la pace in sostanze chimiche a buon mercato. Il nuovo film di Gaetano Ippolito, che sarà ultimato nelle prossime settimane, è un viaggio al fianco dei medici e degli infermieri del 118 operante sul territorio di frontiera di Castel Volturno. La decisione di salire su un'ambulanza è maturata mentre si concludeva la lavorazione del real movie «La Domitiana. Dove non c'è strada non c'è civiltà», diretto da Romano Montesarchio e prodotto dalla Effetto Vertigo dello stesso Gaetano Ippolito. Le riprese de La Domitiana, che continua a raccogliere importanti successi, (premiato al Festival del documentario di Siena e al MediterraneoVideoFestival), sono state il momento in cui come un caleidoscopio il territorio del litorale casertano ha mostrato le sue mille sfaccettature, le sue infinite storie, declinate nelle vite di centinaia di persone di razze, etnie, nazionalità, religioni e culture diverse. Ippolito ha così deciso di raccontare quella umanità molto spesso abbandonata a se stessa, nei suoi aspetti più tragici e drammatici, quelli della malattia, dell'incidente, in una parola sola: del dolore. «Ho avuto modo di vedere da vicino la sofferenza - ha detto Ippolito - come è capitato quando una sera siamo andati al centro di accoglienza per gli immigrati. Centinaia e centinaia che dormivano sulle scale, sui tavoli, a terra. Uomini e donne che non avevano niente, a cui è stata rubata anche la dignità. I ragazzi del 118 hanno soccorso una ragazza di colore picchiata in viso e stuprata. Una ragazza che continuava a dire di voler ritornare in Africa. Quello che mi ha colpito è stata la faccia sconvolta dell'autista dell'ambulanza, che mi ha poi confidato che in tanti anni di lavoro a Castel Volturno, non aveva mai sentito da una persona di colore che avesse il desiderio di ritornare in Africa». Un'umanità eclissata, proprio come il titolo del film: «Eclissi parziale», il cui trailer è già visibile su Youtube.
pubblicato su Il Mattino del 17/11/09
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