Ex canapificio stretta sul centro per gli immigrati


By giulio - Posted on 14 Novembre 2009

Una conferenza stampa che ha riunito associazioni, laiche e cattoliche, sindacati, parroci, attivisti, studenti e immigrati, per spiegare alla cittadinanza le ragioni del sì al progetto di un centro per l’assistenza agli immigrati da farsi nell’ex canapificio di Caserta. Innanzitutto la storia: il centro sociale ex Canapificio c’è e lavora da 11 anni, fornendo assistenza agli immigrati della provincia di Caserta e provenienti da altre regioni, che hanno bisogno delle informazioni necessarie che consentano loro di vivere e sopravvivere in Italia. Il centro dunque di fatto esiste già, quello che ora sarebbe possibile realizzare, grazie a un progetto studiato e approvato dalla Regione Campania, per volere dell’assessore Alfonsina De Felice, è ristrutturare gli immobili, renderli agevoli, confortevoli, sicuri, e in parte anche ecosostenibili, fornendo così un’assistenza più degna agli immigrati. A questo scopo ci sarebbero 6 milioni e 700mila euro previsti dal Pon Sicurezza, che basterebbero a superare gli attuali problemi: ovvero pioggia e caduta di calcinacci all’interno dei locali. Perché non fare questo centro? Quale l’alternativa? Queste le domande che si pongono gli attivisti e i volontari del canapificio, a cominciare da Fabio Basile, Vincenzo Fiano e Mimma D’Amico, che hanno indetto la conferenza e che chiedono «una presa di posizione chiara» alla città, in tutte le sue rappresentazioni sociali e istituzionali. Il conflitto di oggi si misura infatti sul terreno dell’opportunità di costruire un centro per immigrati a pochi passi dalla Reggia di Caserta. Una questione che suscita alcune perplessità che Roger, referente della Caritas di Aversa, sintetizza così: «Mi chiedo perché quando eravamo qui con i tetti fatiscenti e la pioggia andava bene a tutti, e ora che c’è la possibilità di sistemare non va più bene se rimaniamo». Un messaggio chiaro lo lancia anche l’assessore regionale alla Formazione, istruzione e lavoro Corrado Gabriele, presente all’incontro: «La giunta regionale non ha alcuna intenzione di assistere ad altre situazioni legate all’immigrazione come quella che si sta verificando in queste ore a San Nicola Varco» dove all’alba circa 600 uomini delle forze dell’ordine hanno cominciato lo sgombero di un centro con 900 immigrati, senza che la giunta fosse informata. Un messaggio di solidarietà è giunto anche dal vescovo Farina: «Solo l’integrazione fa bene a questa città. È l’unica via di salvezza. Senza integrazione la città rischia di farsi del male».

 

pubblicato su Il Mattino del 12/11/2009

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