Sciopero della pagnotta
Carrelli della spesa sempre più vuoti, non solo alla quarta settimana, ma anche alla terza: famiglie che rinunciano a beni considerati fino a poco tempo fa di prima necessità, e addirittura alcune che pagano la loro spesa a rate. È lo scenario che le associazioni in difesa dei consumatori tracciano per il territorio casertano. Proprio per protestare contro l’aumento del costo della vita è stato indetto per oggi il cosiddetto «sciopero della pagnotta». Una manifestazione voluta da tutte le associazioni dei consumatori affinché le autorità di governo approvino una moratoria dei prezzi e delle tariffe fino al 30 giugno del 2009. «Oggi non fate la spesa», è questo ciò che chiedono ai cittadini le associazioni dei consumatori. Rinunciare per un giorno all’acquisto, (soprattutto di beni di prima necessità come pane, pasta etc..). Una protesta che ha nei suoi intenti anche la definizione, con gli operatori di settore, di panieri regionali e provinciali a prezzi calmierati, la riduzione delle accise sui carburanti, sanzioni per scuole e insegnanti che non rispettano i tetti di spesa previsti per i libri scolastici, e un recupero fiscale di almeno 300 euro a famiglia «a fronte delle maggiori tasse dovute all’inflazione crescente». Nonostante lo scenario non sia dei più rosei, Caserta risulta essere, dati di Altroconsumo, una delle città meno colpite dall’aumento dei prezzi. Una oscillazione all’insù del 3,1 per cento, quella registrata nel capoluogo, che ci posiziona in un mercato non particolarmente caro come quello di Napoli, che ha visto aumentare i prezzi del 4,2 per cento, o di Salerno, dove addirittura s’è registrato un aumento medio del 6,8%, uno dei più significativi in tutta la penisola. «Sotto questo punto di vista siamo dei privilegiati - dice Sandro Tartaglione dell’Adoc di Caserta - ma nonostante questo, grazie al nostro osservatorio sui prezzi, abbiamo potuto notare che i prodotti ortofrutticoli subiscono sempre un aumento rispetto al mese precedente. Abbiamo rilevato che è più conveniente fare la spesa nei mercatini rionali che non presso la grande distribuzione. Quello più conveniente è sicuramente il mercato di via Ruta». Proprio riguardo al risparmio, Altroconsumo ha rilevato come, per Caserta città, sarebbe possibile risparmiare fino a 700 euro acquistando sempre nei punti vendita meno cari. «I consumatori dovrebbero preferire sempre i negozi con prezzi più vantaggiosi», ha chiosato il presidente dell’Unione dei Consumatori Fortunato Giaquinto che polemicamente ha aggiunto: «Le iniziative ben vengano, ma non servono a cambiare la situazione. Meglio sarebbe colpire solo quei prodotti che improvvisamente aumentano di prezzo. Si terrà anche un incontro in Regione tra associazioni dei consumatori e grande distribuzione, in quella sede proporremo degli sconti particolari per la quarta settimana, come avviene in altre parti d’Italia». E oltre all’aumento dei prezzi a preoccupare le associazioni dei consumatori sono le possibili stangate in arrivo con le bollette.
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