Manifestazione antirazzista a Napoli


By giulio - Posted on 09 Luglio 2008

Riceviamo e pubblichiamo:

Appello alla manifestazione antirazzista del 11 luglio a Napoli


 

 

 

 

 

 

 

 

La schedatura etnica di migliaia di cittadini rom,  a partire dai ragazzi minorenni, costituisce l’esordio (proprio a Napoli!) delle misure odiose contenute nel cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’ proposto dal governo Berlusconi. All’approvazione del parlamento in questi giorni, si tratta di una serie di norme propagandistiche e razziste che peggioreranno gravemente la situazione di migranti, rom e rifugiati nel nostro paese.

 
In considerazione della legislazione già pesantemente discriminatoria ereditata dai precedenti governi, si rischia ora il consolidamento di vere e proprie forme di ‘apartheid sociale’.
Viene costituito infatti il ‘reato di immigrazione clandestina’ che criminalizza ‘tout court’ gli immigrati irregolari, si prolunga la detenzione dei migranti nei cpt fino a 18 mesi (!), si sancisce un incostituzionale aggravio di pena a parità di reato se a commetterlo è un immigrato senza permesso di soggiorno.
 
E ancora vengono eliminate le poche garanzie per i richiedenti asilo, irrigiditi i requisiti per i ricongiungimenti familiari, mentre si minaccia il sequestro dell’immobile per chi fitta un appartamento ad immigrati irregolari, con il prevedibile effetto di un’ulteriore impennata degli affitti in nero.
 
Fino alla costituzione di un ‘Commissario per l’emergenza rom’ a Napoli, Roma e Milano, che ci riporta a un linguaggio e pratiche da ventennio fascista. Con lunghe fila di uomini, donne e giovanissimi che devono rilasciare le proprie impronte digitali esclusivamente in base alla loro ‘appartenenza etnica e sociale’.
 
Particolarmente simbolico che questo proveddimento esordisca proprio a Napoli, città che ha già vissuto in questi mesi drammatiche forme di pogrom nel quartiere Ponticelli, in cui un mix di contraddizioni sociali, mancanza di politiche di accoglienza, interessi speculativi e psicosi mediatiche ha fatto dei cittadini rom il proprio capro espiatorio.
 
E’ questa la radiografia di un paese in cui la ‘macchina della paura’ corre a tutta velocità, moltiplicatrice di fortune politiche a basso costo, continuamente impegnata a costruire ‘nuovi mostri’ nel vile tentativo di occultare le vere ragioni dell’insicurezza sociale: l’aumento della precarietà e del carovita, il disorientamento per un modello di globalizzazione senza diritti, la progressiva disintegrazione dei sistemi di tutela verso i più deboli.
 
Ma una democrazia in cui milioni di migranti, rom e rifugiati, che vivono e lavorano in questo paese, sono esclusi dai diritti di cittadinanza, spesso sfruttati o calpestati nella propria dignità, è una democrazia che tende a vuotarsi della propria sostanza e rischia di diventare un guscio vuoto per pulsioni reazionarie e populiste.
 
Sono in gioco valori di libertà e di uguaglianza che ci riguardano tutti e tutte! Per questo facciamo appello ai cittadini, alle associazioni, alle comunità dei migranti, al mondo del lavoro, ai movimenti che non vogliono subire il piano inclinato della guerra tra poveri, ma costruire un futuro di diritti e dignità per tutti.
 
Nella settimana tra il 5 e il 12 luglio in tutta Italia si stanno costruendo mobilitazioni contro le norme discriminatorie, per i diritti di cittadinanza e la regolarizzazione di centinaia di migliaia di persone costrette ormai da anni al ricatto della clandestinità. Un primo passo verso forme di mobilitazione nazionale e magari la costruzione di uno sciopero sociale che aiuti il nostro paese a invertire la rotta.
 
A Napoli ci mobiliteremo venerdì 11 luglio con una manifestazione che partirà alle ore 17.00 da piazza Garibaldi.
 

Chiediamo a tutti e a tutte di partecipare e diffondere la mobilitazione, di spiegarne le ragioni e l’urgenza anche in questo caldo mese di luglio in cui per l’ennesima volta il mondo globalizzato assiste alla tragedia di donne e uomini che affogano mentre attraversano il mare su autentiche zattere… E’ il tempo di schierarsi!
 
Rete Antirazzista Campana

per info e adesioni: stoprazzismo@gmail.com

preferisco passare per razzista piuttosto che non sapere chi abita nel mio paese... in fondo tutto quello che si richiede loro è una dimostrazione del fatto che non vengono qui per crearci problemi e casini di ogni tipo... .

Che tipo di dimostrazione? La Storia ci ha raccontato di fette consistenti di vari popoli che pur di ottenere di poter lavorare e risiedere in un altro paese sono state disposte addirittura a cambiare religione. Chi scappa dal proprio paese disperato e senza nulla da perdere alle proprie spalle che tipo di dimostrazione dovrebbe dare? E quanto questa può essere credibile? L'integrazione non si fa facendo firmare un foglio di intenti.

 

giulio finotti

si sta cercando solo di salvaguardare il paese. Nessuno ha detto che mettiamo gli stranieri davanti ad un muro e li fuciliamo. dosiamo le parole.

tu sei animato da buone intenzioni, lo capisco, ma devi anche capire che l'Italia non può far entrare cani e porci solo perchè erano disperati e probabilmente nel loro paese non avevano futuro... anche molti italiani non hanno un'occupazione e sarebbero disposti a fare di tutto pur guadagnare quacosa e te lo dice una persona che ne conosce tanta di gente in difficoltà... delle persone che si presentano alla caritas un buon 46% sono italiani,poveri, emarginati che avrebbero bisogno di essere considerati dalla società. pensiamo anche a loro e non facciamo i super eroi solo con gli stranieri per dimostrare quanto siano elevati i nostri sentimenti verso il prossimo.

Signor "tu sei animato da buone intenzioni" tu saresti disposto a lavorare in cantiere per tre euro l'ora, o a spaccarti la schiena cogliendo pomodori, o a fare fare questi lavori a tua moglie o ai tuoi figli?

Quando ti vedremo chino a sgobbare nelle campagne di Villa Literno, (o mangiare alla Caritas) crederemo a quanto dici. Fino allora, saranno tutto un ripetere gli slogan di regime. Seduto davanti ad un costoso PC, con altrettanto costosa connessione superveloce.

scusate se mi intrometto, ma perchè una persona che sta bene economicamente si dovrebbe vergognare? ma che si vergognino i camorristi napoletani che guadagnano soldi illecitamente e fanno la vita dei nababbi! mi sono permessa di entrare nella vostra conversazione solo perchè a volte mi capita di essere giudicata "una che può prendere la vita con leggerezza" perchè la mia famiglia sta bene economicamente... ma non capisco perchè tanti fanno sentire in colpa dei ragazzi come me per questo motivo. sotto certi punti di vista posso capire che la mia vita sia più "agiata" rispetto ad altri ma questo non vuol dire che non ho problemi. e non mi riferisco nè alle unghie nè ai capelli come qualche sarcastico avrà pensato sicuramente.
Claudia

Non mi puoi venire a fare la paternale tu che neanche mi conosci... che cosa sai tu della vita mia? io non giudico nessuno e vorrei che anche gli altri lo facessero. se ho scritto quello che ho scritto avevo le mie buone ragioni. Ragioni che ovviamente un estraneo non può conoscere. Ti do un consiglio da amico perchè io non mi offendo ma qualcun'altro lo potrebbe fare... attieniti al significato letterale dei commenti e non fare il Freud con chi esprime semplicemente il proprio parere... fino a prova contraria l'articolo 21 tutela i diritti della libertà di espressione.

Ah! mi sono scordato di dire che con l'espressione "cani e porci" intendevo solo il comunissimo modo di dire e non offendere qualcuno.

Pecchè, tiene 'o mariuolo 'ncuorpo?

Chi mi fa la traduzione di questa frase??? Grazie...!

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