Via Giudice Falcone
Quella di Parco del Sole in via Giudice Falcone a Marcianise è una bella storia. E' una storia che passa per una delle terre più martoriate d'Italia, un luogo con contadini che respirano fumi di rifiuti industriali bruciati invece che il profumo dei cavolfiori. C'è anche chi fa footing tra le campagne di Marcianise. Una volta abbiamo provato a fermarne un paio. Uno, un giovane, s'è dato alla fuga, l'altro, adulto, continuando a mantenere il passo della corsa gesticolava con le braccia per mostrarci impotente lo scempio che c'è intorno. Guardando dal basso del finestrino dell'auto dalla quale mi sporgevo verso l'alto il panorama dietro quest'uomo era fatto di grosse torri che portano elettricità. Poco più avanti un campo di nomadi e a due passi da questo uno spazio ricolmo di rifiuti di varia natura. Fili elettrici sminuzzati soprattutto. Ma anche tonnellate di stracci, contatori della corrente, bidoni e bidoncini vari. Molti segnali stradali sono sforacchiati e l'aria è pesante, pregna di un odore acre.
Parco del Sole è a Marcianise, nel paese con quello che si dice essere il più grande centro commerciale di tutto il sud Italia. Nello stesso territorio c'è anche una delle più grandi strutture multicinema che io abbia mai visto. Le aziende falliscono, ma il commercio sembra florido. E poi ancora, sta sorgendo il Polo della Qualità. Luogo dell'eccellenza campana. Sulla stessa strada che porta al Multicinema la sera vi sono prostitute di varie razze ed etniee, come noi italiani bianchi le classifichiamo. A seconda del tratto possono essere dell'est europeo, o del continente africano. Il territorio sembra suddiviso con cura. Dalle stesse parti ancora resiste lo straccio di qualche bandiera e di qualche striscione che ricorda qualche lotta sindacale andata a finire male.
Marcianise è anche la terra del clan Belforte, quello che mentre una manciata di persone cercava disperatamente di dire che la cava scelta per istallare una discarica in località Lo Uttaro era inadeguata, utilizzava un suolo comunale a San Nicola la Strada, a poche centinaia di metri da Lo Uttaro, per sversare rifiuti. Per di più inerti provenienti dall'edilizia. Camorra ed edilizia spesso convivono allegramente da queste parti.
Daneiel e Anna Giovanna sono due trentenni che hanno deciso di convivere e che vanno avanti nonostante il precariato. Hanno deciso di prender casa a Marcianise, la Marcianise dove pare alcuni medici fossero un po' troppo compiacenti verso il potere camorristico, tanto da rilasciare certificati falsi per tentare di ottenere scarcerazioni in cambio, dicono gli inquirenti, di un bell'orologio a Pasqua e l'assunzione di un parente in una ditta.
Anna Giovanna e Daniel sono due pazzi visti dal punto di vista di qualcuno di Treviso. Perchè non fuggire? Perchè restare? Perchè vivere qui? Daniel e Annagiovanna vivono in un paese dove la discarica autorizzata in località Santa Venere, discarica che confina su tutti i lati con campagne coltivate, dalla quale è separata solo da una rete malmessa, brucia non di rado, producendo fumo per giorni e anche settimane. Anna Giovanna e Daniel però si sono stancati di vedere le strade colme di rifiuti, e l'immagine del sud smerdata in tutti i telegiornali del mondo. Così hanno chiesto una riunione di condominio, e hanno parlato con i rappresentanti delle 45 famiglie del parco in cui vivono. Hanno fatto una proposta: realizzare un piccolo sistema di compostaggio nel loro condominio. Un piccolo sistema di compostaggio è facile da realizzare, e consente di immettere nuovamente il rifiuto umido nel terreno. I condomini di Parco del Sole hanno accolto la proposta e nei prossimi giorni si attrezzeranno per realizzarla.
I grandi "opinionisti" della tv alla Paragone, fino alla corte di Vespa ghignano e si strofinano le mani sparlando della colonia Sud, pezzo di terra fastidioso e fetido, lazzaretto agli ultimi sospiri prima di spirare, luogo di schiavi e sottosviluppati. Ma nel triste dimenticato meridione c'è ancora gente che alza la testa e si accorge di elicotteri che accompagnano boss della mala al ritorno da un sereno matrimonio trascorso a fare foto tra Capri e Amalfi, e c'è ancora chi tra discariche e rifiuti prende la parola e tenta di fare qualcosa. Quello che può.
Anna Giovanna e Daniel vivono in un comune appena sciolto dal Consiglio dei Ministri perchè in odore di camorra, in una provincia segnalata dall'ultima relazione parlamentare antimafia come una provincia dove la criminalità organizzata è «capace di condizionare il voto soprattutto con riferimento alle elezioni amministrative». Ma in via Giudice Falcone, a Parco del Sole torna a risplendere un raggio di speranza e di società civile. Un gruzzolo di famiglie che si organizza per contribuire a pesar meno nell'affaire riifuti. Un piccolissimo passo, altrove forse considerato la normalità, ma che da queste parti rappresenta una specie di rivoluzione. Come la donna di colore che non cedette il posto in pullman al prevaricatore bianco e diede vita alla rivoluzione nera negli Stati Uniti, si seggano attorno a un tavolo molte altre famiglie, molti altri condominii e diano l'esempio che la gente del Sud è viva.
I ragazzi di Marcianise hanno scritto una nota che hanno inviato in mailing a qualche amico per mettere a conoscenza del compost domestico. Sono poche righe, e alla fine c'è scritto: "Con questa nostra iniziativa vogliamo smentire il luogo comune che attribuisce ai cittadini una mancanza di coscienza civile.".
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